Tornano le Giornate delle Donne del Vino, creatrici di valore nella filiera

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Donne del Vino immagine 2026

Nel vino italiano la presenza femminile resta ancora minoritaria, ma il valore che genera racconta una storia diversa. Le donne coltivano circa il 21% della superficie agricola utilizzata, ma producono il 28% del valore del PIL agricolo, un dato che segnala una capacità di creazione di valore superiore alla loro incidenza numerica nel settore.

È anche a partire da questa trasformazione che torna, in occasione dell’8 marzo, l’11ª edizione delle Giornate delle Donne del Vino, l’iniziativa nazionale che fino al 15 marzo coinvolgerà delegazioni regionali e socie dell’associazione con degustazioni, incontri, tavole rotonde e momenti di confronto in tutta Italia.

Il tema scelto per il 2026 è “Donne, Vino, Cibo”, un titolo che intreccia dimensione gastronomica, identità dei territori e sostenibilità in una fase storica segnata da nuove tensioni internazionali e da una crescente attenzione al tema delle risorse alimentari.

«In un momento internazionale così delicato, parlare di cibo significa parlare di diritto, responsabilità e futuro – afferma Daniela Mastroberardino, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino –. Per noi “Donne, Vino, Cibo” non è solo un tema culturale, ma una visione: mettere al centro qualità, sostenibilità e cura delle comunità come risposta concreta alle fragilità del presente».

In questo contesto il rapporto tra vino e cibo assume un significato che va oltre la dimensione gastronomica. Diventa una chiave per leggere il rapporto tra produzione agricola, territori ed economie locali, ma anche il ruolo che la cultura del vino continua a svolgere nella costruzione di identità e relazioni tra comunità.

Il racconto collettivo sui social

Accanto agli eventi sul territorio, l’edizione 2026 prevede anche un progetto digitale condiviso.

Le socie sono state invitate a realizzare uno scatto fotografico dedicato al tema “Donne, Vino, Cibo”, facendosi ritrarre insieme a un prodotto simbolo del proprio territorio. Le immagini saranno diffuse sui social network dell’associazione, dando vita a una narrazione collettiva fatta di volti, calici e prodotti che raccontano la pluralità delle identità gastronomiche italiane.

Il logo 2026: broccoli e spaghetti come metafora visiva

Il concept visivo dell’edizione 2026 porta la firma di Federica Cecchi, architetta e wine designer, che ha interpretato il tema attraverso una metafora grafica costruita su due elementi iconici della cucina italiana: broccoli e spaghetti.

Il broccolo richiama salute, benessere e attenzione alla qualità del cibo, mentre lo spaghetto, simbolo universale della convivialità italiana, diventa nel logo un filo che unisce e crea movimento. La figura femminile rappresentata dialoga con questi elementi evocando un rapporto armonico tra natura, creatività e cultura gastronomica.

Nel progetto grafico sostenibilità e consapevolezza diventano così elementi visivi di una figura femminile che guarda al futuro e si inserisce idealmente in una rete di relazioni e collaborazione tra donne del vino a livello internazionale.

Leadership femminile nel vino

I dati sulla presenza femminile nel settore vitivinicolo mostrano alcune caratteristiche ricorrenti. Le aziende guidate da donne presentano una maggiore incidenza di vini DOC e DOCG e una significativa propensione all’export, segnale di un orientamento verso qualità e mercati internazionali.

Non meno rilevante l’attenzione verso marketing, comunicazione ed enoturismo, con una visione spesso orientata all’esperienza e alla relazione con il pubblico. Si tratta di modelli imprenditoriali che tendono a svilupparsi in modo meno gerarchico e più collaborativo, dove il valore nasce dall’integrazione delle competenze e dal lavoro di squadra.

Una riflessione che attraversa il settore

In questo quadro il tema “Donne, Vino, Cibo” diventa anche una chiave per osservare l’evoluzione del settore. Non soltanto un intreccio tra cultura gastronomica e identità territoriale, ma un modo per leggere come stanno cambiando i modelli di impresa agricola, il rapporto con i territori e il linguaggio con cui il vino dialoga con la società.

Le Giornate delle Donne del Vino diventano così non solo un calendario di eventi diffusi sul territorio, ma anche un’occasione per riflettere su come cibo, vino e comunità continuino a rappresentare uno dei nodi centrali della cultura e dell’economia italiana.

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